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Caduta dei capelli: casualmente, la cura definitiva

martedì 29 marzo 2018, 08:36 di Redazione




Uomo calvo disperato

Una ricerca dell’Università della California sembra aver inaspettatamente svelato il rimedio contro la caduta dei capelli

Da un recente articolo apparso sulla rivista Plos One emerge che un gruppo di ricercatori dell’Ucla (Università della California a Los Angeles), nel tentativo di trovare un metodo per mettere fuori gioco l’ormone dello stress, abbia casualmente trovato la soluzione alla caduta dei capelli. La cura dello stress, quindi, potrebbe bloccare anche la caduta dei capelli. Una scoperta importante che potrebbe risolvere uno dei problemi più sentiti dagli uomini e dalle donne.

Il gruppo di studio stava conducendo esperimenti sui topi per verificare gli effetti della molecola astressina-B, studiata per  debellare lo stress e i suoi effetti sull’apparato gastrointestinale. I ricercatori sono riusciti a vedere che la sostanza favoriva la ricrescita della peluria nelle cavie utilizzate per l’esperimento.

I topi utilizzati erano tutti geneticamente modificati per far sì che producessero elevate quantità dell’ormone di liberazione della corticotropina (CRF). L’astressina-B, che dovrebbe bloccare i recettori di questo ormone, doveva far sì che il corpo non producesse quest’ormone dello stress. Per 5 giorni i ricercatori hanno somministraro astressina-B alle cavie che poi sono state messe in una gabbia e tenute sotto osservazione.

Dopo tre mesi, però, per i ricercatori riconoscere le cavie geneticamente modificate è stato estremamente difficile: al gruppo a cui era stata iniettata astressina-B era ricresciuto il pelo. “Abbiamo guardato dentro la gabbia e se dapprima ci siamo chiesti perché i topi calvi non c’erano, poi li abbiamo contati uno per uno e ci siamo resi conto che il pelo era cresciuto a tutte le cavie. È stata una scoperta che mai ci saremmo aspettati” hanno dichiarato.

Million Mulgueta, portavoce del gruppo, fa sapere che “gli effetti sull’uomo devono ancora essere verificati ma abbiamo constatato che gli stessi animali trattati con un farmaco usato anche nell’uomo per la perdita di capelli hanno avuto una ricrescita molto inferiore, il che ci fa ben sperare per le future applicazioni“.






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