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Confindustria critica nei confronti del Def: urgono azioni concrete

martedì 19 aprile 2018, 13:50 di Serena Marigliano




Confindustria



Secondo Confindustria le riforme messe in atto per tentare di arginare la crisi economica che colpisce il nostro Paese, così come tutto il mondo, sono del tutto insoddisfacenti. Galli, direttore generale, sottolinea che il Piano Nazionale per le Riforme manca di azioni concrete in grado di risollevare le sorti del Paese e renderlo nuovamente competitivo sui mercati internazionali.

Dello stesso avviso è Emma Marcegaglia, presidente della stessa Confindustria, che denuncia un abbandono degli imprenditori da parte delle autorità. Secondo i due numeri uno di Confindustria, quindi, ci vorrebbe maggiore coesione e uno scatto d’orgoglio per salvare l’industria italiana che stenta a riprendersi dalla crisi, come dimostrano i bassi tassi di crescita economica rilevati proprio in questi giorni.

Galli
, in un’audizione parlamentare, ha commentato il Def (Documento di economia e finanza) approvato dal governo la scorsa settimana: senza crescita la stabilità finanziaria è impossibile, dato che i due fattori sono strettamente interdipendenti.

Per Confindustria il piano di risanamento proposto dal governo è troppo “ambizioso”: si vuole arrivare a un pareggio di bilancio entro il 2019, partendo da una situazione critica che vede un disavanzo del 4,6% del Pil nel 2010. Galli ha sottolineato che per addivenire a questi risultati lo Stato deve disegnare nuovamente i meccanismi di spesa nonché il suo raggio d’azione nel campo dell’economica e tentare di diminuire la pressione fiscale arrivata al 42,6% nel 2010. Ciò significa un probabile rinvio di spese necessarie per lo Stato. Questi tagli alla spesa primaria pubblica non sono visti di buon occhio da Confindustria.








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