Notizie di Cronaca

Fukushima: la contaminazione dell’Oceano Pacifico

martedì 5 aprile 2018, 10:06 di Redazione




Tecnici a Fukushima

Tepco annuncia l’inizio dell’operazione con la quale saranno riversate nell’Oceano Pacifico 15.000 tonnellate di acqua radioattiva


Dalle ore 12, ora italiana, di ieri la Tepco sta sversando nell’Oceano Pacifico circa 15 mila tonnellate di acqua definita “debolmente radioattiva“. Una mossa, questa, che lascia sconcertato il mondo: i tecnici dell’ente che gestisce la centrale nucleare di Fukushima non sono riusciti a chiudere la crepa di 20 cm che si trova nella struttura del reattore numero 2, il più danneggiato dal terremoto/tsunami dell’11 marzo scorso.

Pertanto,  il governo ha deciso di prendere questa iniziativa che, come detto dal portavoce Edano, è una misura per tutelare la salute pubblica ed evitare un disastro ambientale. Si tratta di una violazione mai accaduta prima: l’acqua proveniente dalle centrali nucleari, infatti, presenta livelli di contaminazione dalle 100 alle 500 volte superiori al limite massimo imposto.

Il governo nipponico ha spiegato il tutto dicendo che si tratta di un male necessario: bisogna, stando sempre alle parole di Edano, fare spazio ad altra acqua  più radioattiva, che sarebbe presente nei locali delle turbine dei reattori, per evitare che finisca anch’essa in mare. In pratica la Tepco tenterebbe in questo modo di evitare un problema ancora più serio.

Intanto l’allarme non cala così come non calano i livelli di guardia. Per questo motivo i tecnici giapponesi hanno iniziato un’operazione di monitoraggio a tappeto di tutte le scuole, elementari e asili presenti nelle vicinanze della centrale di Fukushima. Verranno analizzate 1400 strutture per verificare se ci sono contaminazioni e di quale entità.






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