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Il Tarantismo nel Salento tra origini ed eventi

mercoledì 14 novembre 2019, 11:52 di Barbara Torretti




Il Tarantismo nel Salento tra origini ed eventi

Ricche di tradizioni e testimoni di intrecci di culture, le terre del Salento ancora oggi ricordano il Tarantismo, mito popolare rafforzatosi grazie ad una serie di eventi turistici e musicali di portata nazionale

Crocevia di culture e tradizioni, il Salento è oggi riconosciuto dai più per il successo de La Notte della Taranta, evento musicale popolare che ogni anno (l’ultimo sabato di agosto) rallegra gli animi danzanti di migliaia di turisti da ogni regione d’Italia che approfittano della vacanze in provincia di Lecce per assistere al famoso concertone finale di Melpignano.

Notizie2000.it approfitta delle tiepide temperature autunnali per approfondire il discorso sulle origini dell’evento salentino più in voga, attraverso uno speciale sul fenomeno del tarantismo.




Il tarantismo o tarantolismo è un fenomeno che ha colpito la Spagna, la Russia Meridionale e l’Italia meridionale, in particolare la Puglia fin dal Medioevo e che ha subito un declino solo nel XIX secolo. Secondo le credenze popolari è provocato dal morso del ragno, mentre gli studiosi lo attribuiscono ad una malattia nervosa caratterizzata da un bisogno irresistibile di danzare.

I ragni coinvolti nel tarantismo sono due: la pericolosa malmignatta (Latrodectus tredecimguttatus) e l’innocua Lycosa tarentula, volgarmente detta “Ragno Lupo”. Le vittime del tarantismo erano solitamente i contadini, specialmente le donne (per via dell’abbigliamento) nel periodo estivo, i quali lavoravano nei campi, luogo in cui era molto facile essere morsi dalle tarantole.

Secondo le credenze popolari le tarantate vengono curate con la musica.

Durante i riti terapeutici si riusciva a guarire l’ammalato grazie a dei suonatori di tamburello, violino, organetto, armonica a bocca e altri strumenti musicali i quali si recavano nell’abitazione del tarantato o nella piazza del paese. I musicisti cantavano canti popolari e suonavano la pizzica, una musica dal ritmo frenetico, grazie alla quale il tarantato cominciava a ballare fino allo sfinimento. Le “Tarantate”, nome attribuito alle persone sofferenti, convinte che il loro malessere derivasse dal morso della taranta, hanno la tendenza al ballo, quindi l’ammalato, sentendosi telepaticamente legato a essa, balla fino a farla morire. Alla leggenda popolare può essere legata anche una spiegazione strettamente scientifica: il ballo sfrenato accelera il battito cardiaco e stimola il rilascio di endorfine favorendo così l’eliminazione del veleno.

A questa tradizione si cercò di dare una “giustificazione” cristiana, ed ecco che il Santo protettore dei tarantati è San Paolo. Vicino alla Chiesa di Galatina, un paesino del Salento, vi è un pozzo la cui acqua si diceva fosse miracolosa. Molti ammalati, appena arrivati sul posto notavano un sensibile miglioramento tanto che i loro strani contorcimenti si attenuavano. Il Santo manifesta loro la sua grazia facendo vomitare l’ammalato che ha bevuto l’acqua.

In realtà l’acqua è ricca di cloruro di sodio e di sali calcarei che la rendono poco piacevole, per questo provoca il vomito a chi la beve; altri invece vomitano per suggestione.

Quando le sofferenze continuano si ricorre ancora alla danza. A volte capitava che colui che era stato guarito nei mesi caldi poteva risentire delle stesse sofferenze, quindi la gente pensava o che fosse stato morso da due tarantole o che la tarantola non fosse morta. In questi casi si ricorreva ancora alla danza.

I tarantati avevano avversione anche per i colori: il rosso con i puntini bianchi, il verde o il giallo (il colore odiato corrispondeva a quello del ragno che aveva procurato il morso). Gli oggetti colorati venivano distrutti dal tarantato e quest’azione simboleggiava la distruzione del ragno e la fine dell’agonia.

Ancor’oggi la città di Galatina in data 29 e 30 giugno diventa, attraverso le celebrazioni della festività dei santi patroni Pietro e Paolo,  testimone di riti e credenze del passato che oggi rivivono con nuovo vigore grazie al turismo, innescando una curiosità crescente attorno ai passati della penisola salentina.

Il Tarantismo nel Salento tra origini ed eventi







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