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La depressione è nemica del riposo psicofisico

venerdì 2 marzo 2019, 19:49 di Antony Coia




La depressione è nemica del riposo psicofisico

Uno studio viennese dimostra come la depressione mini il riposo e il benessere psicofisico della persona affetta da tale disturbo in quanto allontana le fasi di stand-by che il cervello dovrebbe raggiungere nei momenti di relax

La depressione è uno dei mali della mente più presenti nella società moderna e nonostante ciò soltanto una piccola parte delle persone affette da questo disturbo psicologico reagiscono al problema ricorrendo alle consulenze di esperti dei disturbi psichici e neurologici. Ad avvalorare le tesi che denunciano la grave situazione in cui volgono le persone vittime di depressione, giunge la risposta scientifica dall’Università Medica di Vienna dove il professore capo psichiatra e psicoterapeuta e la sua equipe hanno svolto un’indagine su tale disturbo, alla quale è seguita una relazione apparsa sul magazine Proceedings of the National Academy of Sciences.

Secondo gli studi effettuati in quel di Vienna, il cervello dei depressi sarebbe in realtà più attivo della media, costringendo così il depresso ad un’intensa attività cerebrale anche nei momenti di riposo in cui la maggior parte delle persone e quindi i loro cervelli trovano sollievo.




I risultati dello studio viennese si basano su rilevazione del funzionamento inverso del cervello ovvero hanno dimostrato come il cosiddetto default mode network ovvero la modalità di stand-by nella quale sprofonda il nostro “computer centrale” non sia presente nei momenti di riposo delle persone affette da depressione. La colpa sarebbe del recettore 1 A della serotonina che non riuscirebbe a svolgere il proprio dovere nel momento in cui l’ambiente neurologico del soggetto preso in esame è vittima di pesanti sconvolgimenti dell’umore e della mancata totalità della capacità di raziocinio.

In parole povere, secondo quanto enunciato dalla rivista medica, la depressione sarebbe un circolo vizioso dal quale è pressoché impossibile uscire senza l’appoggio medico poiché questa malattia colpisce anche gli stadi inconsci del riposo annullando i benefici che questi portano alla nostra salute psicofisica, utili in ogni caso a curare la stessa malattia.

La depressione è nemica del riposo psicofisico







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