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L’assegno bancario: ordine di pagamento in disuso

mercoledì 13 aprile 2018, 15:30 di Serena Marigliano




Assegno bancario

L’assegno bancario è il mezzo attraverso il quale si ordina alla propria banca di effettuare un pagamento nei confronti di un terzo beneficiario

Iniziamo con lo specificare che l’assegno bancario non è altro che un ordine di pagamento scritto tramite il quale il cliente chiede alla propria banca di versare ad un terzo una data somma. Un libretto d’assegni, che ne contiene di solito 10 o 20, viene rilasciato quando, dopo aver aperto un conto presso un ente creditizio, si sottoscrive la “convenzione di assegno”, che permette al cliente di emettere assegni. Per farlo, il cliente dovrà depositare la propria firma in banca e questo serve per controllare l’autenticità della firma apposta sugli assegni.

Il cliente  potrà emettere assegni solo e soltanto se sul suo conto c’è denaro sufficiente per coprire l’intero importo dell’operazione. Per quel che concerne il singolo assegno, quest’ultimo è composto da due parti: una “madre”,  il talloncino attaccato al libretto che serve ad annotare i dati, e una “figlia”, che è il vero e proprio assegno. Per una maggiore trasparenza è sempre meglio annotare i nomi dei beneficiari sia sulla “madre” che sulla “figlia”.

Chi emette un assegno deve compilarlo in tutte le sue parti facendo molta attenzione ai dati del beneficiario e all’importo scritto. Una volta firmato ed emesso l’assegno può essere presentato dal beneficiario a uno sportello bancario per la riscossione della somma.

Se l’assegno non è completato in tutte le sue parti, la banca può rifiutare di pagare la somma. Onde evitare l’uso di assegni per riciclaggio di denaro sporco, il Decreto Legislativo n. 231 del 21 novembre 2007, ha previsto restrizioni per gli assegni, in particolare per quelli al portatore.

La clausola “non trasferibile” è diventata obbligatoria per trasferimenti pari o superiori a 5.000 euro ( importo ripristinato dal dl 78/2010). I blocchetti di assegni privi della clausola “non trasferibile”  possono essere utilizzati solo per cifre minori di 5.000 euro e si richiedono in banca, previo pagamento di 1,50 euro ad assegno.






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