Nuove rivolte in Siria contro al-Assad

Continuano le rivolte in Siria dove le città di Banias, Aleppo ma soprattutto Daraa vedono migliaia di manifestanti contro il regime che risponde animatamente con il fuoco spargendo sangue nelle piazze del Paese

mercoledì 4 maggio 2018, 20:00 di Serena Marigliano


La situazione in Siria è ancora critica. La rivolta non sembra voler terminare e l’esercito, quanto meno la parte ancora fedele al governo, spara sui manifestanti per disperdere i sit-in, ormai diventati permanenti grazie agli appelli lanciati su Facebook e Twitter, provocando morti e feriti. Il regime di Bashar al-Assad sta ordinando molti arresti, probabilmente 500 al giorno, ma gli oppositori hanno annunciato di non arrendersi.

E proprio per chiedere la scarcerazione delle persone arrestate, ritenuti prigionieri politici del regime, a Banias, città del Nord Ovest del Paese, migliaia di manifestanti sono scesi in piazza. Si chiede al governo di far luce anche sulla fine dei moltissimi scomparsi. La Rivolta sembra giunta anche in zone dove prima la situazione era ancora calma: ad Aleppo, ad esempio, molti studenti sono scesi in piazza per manifestare. Anche qui la repressione dell’esercito è stata dura. Ma la città più insanguinata resta Daraa, nel Sud del Paese: le forze fedeli al regime di Assad hanno aperto il fuoco contro alcune case provocando dei morti, almeno sei, e molti feriti. Nel frattempo, le strade della città sono ininterrottamente presidiate da cecchini e carri armati. Si conta che il numero dei morti nella città “ribelle” sia arrivato a 550.

Iniziano intanto le fughe di massa della popolazione siriana verso il confine turco.

Ieri il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha fortemente condannato la violenza del regime di Assad contro manifestanti considerati pacifici. Gli Stati Uniti hanno già messo a punto delle sanzioni contro il regime, ordinando anche il congelamento delle ricchezze di Assad presenti sul loro territorio.




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