Single e tasse: connubio perdente

domenica 17 aprile 2018, 19:54 di Serena Marigliano


Essere single provoca infelicità e non solo del cuore ma anche quella del portafogli che non smette di piangere. Ebbene sì, ormai è certo: i single pagano più tasse. Mentre il cosiddetto “status single” non è più avvertito come un problema da milioni di uomini e donne che sono soli, per scelta o per destino, qualcuno, o qualcosa, soffrono ancora: le tasche dei suddetti.

La politica economica del nostro Paese tende sempre più a voler salvaguardare le famiglie che, diciamolo, godono di uno status abbastanza privilegiato, almeno per quanto riguarda le spese. In Italia, i single hanno molte difficoltà nel fare la spesa (solo ultimamente fanno capolino sul mercato le monoporzioni che permettono di risparmiare anche in termini economici) ma, soprattutto, sono tediati da molte più tasse rispetto ai coniugati con famiglia a carico, che godono, invece, di molte agevolazioni fiscali.

Stando ai dati diffusi dall’Ocse per quanto riguarda il 2009, in Italia le tasse mangiano ai cuori solitari il 46,5% del salario, percentuale che può anche salire (sino al 49,3%) se si pensa alla quota messa da parte per il TFR. Facendo due conti, un single paga metà del proprio stipendio (in media 1500 euro) in tasse.

Ma quanto paga un lavoratore con marito o moglie e due figli a carico? Consideranto il TFR si arriva ad un massimo del 35,7%. Una bella disparità senza dubbio.

Ma il single ha qualcosa in più in termini di servizi? No, in Italia i servizi di cui può usufuire il cittadino sono uguali per tutti. Ma ricordiamo che un single costa di meno allo Stato rispetto ad un nucleo familiare.




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