Una nuova era sembra nascere oggi con l’annuncio dei prossimi canali a pagamento di Youtube, che così si configura come primo mediatore mondiale per la fruizione di contenuti multimediali a pagamento.Ad annunciare la nuova manovra del canale video di proprietà di Google è il Financial Times che dettaglia l’evento specificando che i primi canali a pagamento saranno una cinquantina e che, suddivisi in aree tematiche, avranno costi di abbonamento a partire da 1,99 dollari al mese. Una vera e propria rivoluzione digitale che cambia il modo di vedere lo streaming.

L’arrivo di Youtube pay segue in qualche modo la rivoluzione digitale portata avanti dai colossi della rete come nel caso dei paywall delle testate online Washington Post e The Sun. I colossi del web  stanno facendo dietrofront al cospetto dei  principi della libera fruizione dei contenuti in seguito al leggero stallo della pubblicità online che sembra proiettare i bilanci dei big verso una pericolosa stasi.

Sulle linee di banda larga d’oltreoceano Youtube dovrà vedersela con i principali registi del mondo dello streaming come NetFlix o Hulu che oggi contano milioni di abbonati paganti ma che in Europa non hanno ancora preso piede. L’eventuale ingresso di Youtube nel settore streaming a pagamento potrebbe contrastare in Italia la moria del cinema causata soprattutto dalla pirateria così come dai prezzi alti dei biglietti per il cinema.

La prossima mossa del noto Tubo potrebbe altresì eliminare dal web i fastidiosi siti illegali che permettono la visione di film in streaming. Altri grandi attori di questa guerra informatica in Italia saranno Sky e Mediaset Premium che potrebbero trovare nella mossa di Youtube il peggior nemico nel caso di canali tematici riguardanti i film.

A Mountain View intanto si festeggia poiché Youtube intende chiudere il 2019 con entrate oltre i due miliardi di dollari.

L’arrivo di Youtube pay segue in qualche modo la rivoluzione digitale portata avanti dai colossi della rete come nel caso dei paywall delle dtestate online Washington Post e The Sun. I colossi del web  stanno facendo dietrofront al cospetto dei  principi della libera fruizione dei contenuti in seguito al leggero stallo della pubblicità online che sembra proiettare i bilanci dei big verso una pericolosa stasi.

Sulle linee di banda larga d’oltreoceano Youtube dovrà vedersela con i principali registi del mondo dello streaming come NetFlix o Hulu che oggi contano milioni di abbonati paganti ma che in Europa non hanno ancora preso piede. L’eventuale ingresso di Youtube nel settore streaming a pagamento potrebbe contrastare in Italia la moria del cinema causata soprattutto dalla pirateria così come dai prezzi alti dei biglietti per il cinema.

La prossima mossa del noto Tubo potrebbe altresì eliminare dal web i fastidiosi siti illegali che permettono la visione di film in streaming. Altri grandi attori di questa guerra informatica in Italia saranno Sky e Mediaset Premium che potrebbero trovare nella mossa di Youtube il peggior nemico nel caso di canali tematici riguardanti i film.

A Mountain View intanto si festeggia poiché Youtube intende chiudere quest’anno con entrate oltre i due miliardi di dollari. Insomma, rimarremo a vedere cosa cambierà ancora in questo mondo digitale in continua crescita.

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